Bernina Night Ride: discesa del Bernina nottempo

di Danilo Nussio per Il Bernina

Mah... Alla fine mi iscrivo stoicamente... alla prima Bernina Night Ride; e, nel ruolo di cronista sportivo per IL BERNINA, affronto quindi la discesa notturna dal Passo del Bernina alla Piazza comunale di Poschiavo. La neonata Bernina Bike School intende inaugurare la propria attività alla grande, con una proposta che coniuga lo sport della bicicletta da montagna con il turismo e la gastronomia locale. I due organizzatori Lorenzo Crameri e Claudio Lanfranchi si avvalgono della collaborazione di un nutrito gruppo del Velo Club Valposchiavo. Alla prova dei fatti, sono l'unico partecipante valposchiavino privo di divisa rosso-nera. Mi sento molto Luigi Barzini padre quando, ad inizio 900, accompagnò in veste di corrispondente del Corriere, il principe Scipione Borghese e il suo fido meccanico, atraverso la mitica gara Pechino - Parigi a bordo della gloriosa Fiat Atala.

Una quarantina di ciclisti e altrettanti rampichini partono dunque su furgone e su pullman alla volta dell'Ospizio. La salita in corriera è ciò che temo maggiormente, io che ho sempre sofferto il mal d'auto.

Accoglienza al Cambrena con un ottimo aperitivo analcolico e salatini di qualità. Occorre fra l'altro temporeggiare un poco affinché da Cavaglia a Poschiavo sia possibile pedalare attraverso le tenebre grazie all'ausilio di un'apposita torcia elettrica fissata sul casco.L'itinerario prevede dapprima il giro del Lago Bianco. Non l'ho mai percorso e si rivela niente male come messa in moto prima di affrontare la ripida discesa verso Alp Grüm, e quindi verso il primo ristoro di Cavaglia. Viaggio nella massima sicurezza e le mie guide sono davvero brave, preparate e premurose. I consigli si sprecano quasi ma sono per lo più opportuni. Affronto pochi tratti in salita e le uniche difficoltà, per me ciclista ruspante, sono la ricerca costante del baricentro basso e la forza richiesta alle mie povere dita di uomo di computer per dosare adeguatamente e a lungo la frenata. Destrezza, concentrazione e capacità coordinative sono oltremodo sollecitate, ma me la cavo abbastanza bene. Insomma la discesa dal Bernina nottetempo è accessibile ad un pubblico relativamente vasto. ''Se ce l'ha fatta Danilo....'', sentenzierà alla fine con stupore una signora della Amianti bene.

Alcune soste fra l'Ospizio e Cavaglia permettono di godere gli splendidi panorami e di ammirare le magnifiche montagne che si stagliano nel cielo al tramonto. La gita giova anche allo spirito. La discesa verso Cavaglia richiede concentrazione e mi fa sudare assai.

Giungiamo nei pressi del Giardino dei Ghiacciai. Le donne del Velo Club hanno preparato uno spuntino dove tutto sembra quadrare: formaggio, salametto, pane di segale, tisane e succhi sono di provenienza locale. Non manca una puntuale promozione commerciale sulla scorta di guide e pieghevoli. A me manca comunque un dito di vino perché... accompagna meglio. La merenda non è proprio da manuale sportivo, ma fa bene al cuore.

Ora è finalmente buio; ammiriamo alcune spettacolari marmitte dei giganti illuminate per l'occasione e, come ciclopi del terzo millennio, ci avviamo ad imboccare il sentiero che porta a Cadera. La luce delle torce basta per illuminare bene il sentiero. Nel contempo non ti permette di vedere lateralmente il pendio scosceso, che magari di giorno potrebbe incutere maggior rispetto. Abbiamo incontrato ben due pattuglie di samaritani, che tuttavia non sono state sollecitate.

Sopra le prime case di Poschiavo i vari gruppi si uniscono per predisporre una degna entrata in Piazza comunale verso le 23:00. Presso l'Albergo Albrici è pronto il piatto di pasta, a base di spaghetti del Mulino di Poschiavo con quattro sughi a scelta, accompagnati da un'insalata mista. 
Al termine della serata si attendono con ansia i riscontri da parte dei partecipanti, specie dai valtellinesi, dai ticinesi e dagli svizzerotedeschi: il giudizio è positivo all'unanimità. Bene! 

Peccato che sia mancata una partecipazione valposchiavina esterna al Velo Club. È infatti necessario e di fondamentale importanza per lo sviluppo del turismo valposchiavino aprire la pratica della bicicletta da montagna, pardon della Mountain Bike, a tutta la popolazione sportiva. Analogamente a quanto accaduto con lo sci nel secolo scorso, la bicicletta sta conquistando le Alpi. Come nello sci esiste la discesa, il fondo e la salita con le pelli di foca, così nel ciclismo c'è chi sale, c'è chi scende e c'è chi prende l'ascensore per risalire. Così come abbiamo fatto noi sabato scorso, portati in quota dall'autopostale giallo.

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